Modifiche agli allegati al Regolamento

MINISTERO DELL'INTERNO DECRETO 9 agosto 2011

Modificazioni agli allegati A, B e C al regolamento per l'esecuzione
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con
regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 recante attuazione dell'articolo
18, secondo comma, del decreto legislativo 4 aprile 2010, n. 58 e
classificazione d'ufficio dei manufatti gia' riconosciuti ma non
classificati tra i prodotti esplodenti in applicazione del decreto 4
aprile 1973. (11A11323)

Art. 1 Campo di applicazione

1. Il presente decreto provvede all'individuazione delle
corrispondenze fra le categorie di classificazione degli articoli
pirotecnici di cui all'art. 3 del decreto legislativo 4 aprile 2010,
n. 58, con quelle di cui all'art. 82 del regolamento di esecuzione
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio
decreto 6 maggio 1940, n. 635, nonche' alla classificazione in una
delle categorie dell'allegato A al citato regolamento di esecuzione
del TULPS dei prodotti gia' riconosciuti, ma non classificati tra i
prodotti esplodenti in applicazione del decreto del Ministro
dell'interno 4 aprile 1973.
2. Il presente decreto provvede, altresi', ad aggiornare gli
allegati A, B e C del regolamento di cui al comma precedente.

Art. 2 Equiparazione tra le categorie previste dall'art. 3 del decreto

legislativo n. 58/2010 e le categorie previste dall'art. 82 del
regio decreto 6 maggio 1940, n. 635

1. Ai fini di quanto previsto dall'art. 18, comma 2, del decreto
legislativo 4 aprile 2010, n. 58, in calce all'allegato A al
regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con r.d. 6 maggio 1940, n. 635, e' aggiunto
l'allegato 1 al presente decreto, concernente le corrispondenze tra
le categorie previste dall'art. 3 del decreto legislativo n. 58/2010
e le categorie di classificazione degli artifici pirotecnici previste
dall'art. 82 del regio decreto n. 635/1940 e successive
modificazioni.

Art. 3 Classificazione dei manufatti non classificati

tra i prodotti esplodenti

1. I manufatti gia' riconosciuti ai sensi dell'art. 53 del
T.U.L.P.S., ma non classificati tra i prodotti esplodenti in
applicazione del decreto ministeriale 4 aprile 1973, sono
classificati:
a) nella categoria IV qualora si tratti di artifici pirotecnici del
tipo «PETARDO» e del tipo «RAZZO», di cui all'art. 5, comma 5, del
decreto legislativo 4 aprile 2010, n. 58, che sono destinati
esclusivamente ad uso professionale, ovvero di artifici pirotecnici
del tipo «RAZZO», di cui all'art. 5, comma 4, del medesimo decreto
legislativo n. 58/2010;
b) nella categoria V, gruppo C, qualora si tratti di artifici
pirotecnici del tipo «PETARDO» e del tipo «RAZZO», di cui all'art. 5,
comma 3, del decreto legislativo 4 aprile 2010, n. 58, o comunque
propulsi, ovvero di articoli pirotecnici, comunque denominati,
riconducibili alla nota B) del decreto del Ministero dell'interno 4
aprile 1973;
c) nella categoria V, gruppo D, qualora si tratti di artifici
pirotecnici, comunque denominati, riconducibili alle disposizioni
della nota A) del decreto del Ministro dell'interno, 4 aprile 1973,
di singoli manufatti di cui al precedente punto b) se scoppianti,
crepitanti o fischianti con una carica di effetto non superiore a mg
150, ovvero di altri manufatti, comunque denominati, appartenenti
alle tipologie indicate nel gruppo D dell'art. 82, ultimo comma, del
regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S.;
d) nella categoria V, gruppo E qualora si tratti di artifici
inclusi nella nota C) del decreto del Ministro dell'interno 4 aprile
1973, ovvero di altri manufatti, comunque denominati, appartenenti
alle tipologie indicate nel gruppo E dell'art. 82, ultimo comma, del
regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S.

Art. 4 Modificazioni all'allegato B al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635,

recante «Disposizioni sui depositi di articoli pirotecnici»

1. Al capitolo IV dell'allegato B al regio decreto 6 maggio 1940,
n. 635, sono apportate le seguenti modifiche:
al paragrafo 2 (Depositi di fabbrica), e' aggiunto, in fine, il
seguente comma:
«Per i depositi di manufatti pirotecnici della IV e della V
categoria, gruppo C, il calcolo delle distanze di sicurezza esterna
che devono intercorrere fra i depositi stessi e gli abitati, le
strade ferrate, strade pubbliche ecc., viene eseguito secondo la
formula indicata nel precedente comma 3, assumendo per il
coefficiente K (coefficiente di sicurezza esterna) i valori sotto
riportati:
per artifizi ad effetto di scoppio (o assimilabile tipo crepitio o
fischio): si assumono i valori prescritti per la polvere nera nella
tabella sottoriportata;
per artifizi ad effetto luminoso: si assume il valore di K=1,5;
con C si intende la massa attiva totale dei materiali pirotecnici
contenuti nei manufatti;
la tabella di cui al paragrafo 2 e' cosi' sostituita:

Parte di provvedimento in formato grafico

al paragrafo 4 (Depositi di vendita e di consumo permanenti) dopo
la lettera a) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: fatto salvo
quanto disposto al paragrafo 2, comma 6»;
al paragrafo 4 (Depositi di vendita e di consumo permanenti)
lettera h), comma 1, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai
fini del deposito sono compatibili fra loro gli artifizi pirotecnici
della IV categoria e della V categoria, gruppo C, gruppo D e gruppo
E»;
al paragrafo 4 (Depositi di vendita e di consumo permanenti) dopo
la lettera p) sono aggiunte le seguenti:
«q) per i depositi di manufatti pirotecnici della IV e della V
categoria, gruppo C, il calcolo delle distanze di sicurezza esterna
che devono intercorrere fra i depositi stessi e gli abitati, le
strade ferrate, strade pubbliche etc. viene eseguito secondo la
formula indicata nel precedente comma 3 del punto 2, assumendo per il
coefficiente K (coefficiente di sicurezza esterna) i valori sotto
riportati:
per artifizi ad effetto di scoppio (o assimilabile tipo crepitio o
fischio): si assumono i valori prescritti per la polvere nera nella
tabella soprariportata;
per artifizi ad effetto luminoso: si assume il valore di K=1,5;
con C si intende la massa attiva totale dei materiali pirotecnici
contenuti nei manufatti. Qualora nello stesso deposito si dovessero
immagazzinare artifizi sia del tipo ad effetto di scoppio che ad
effetto luminoso, prescindendo dai reciproci rapporti quantitativi si
dovra' applicare per K il valore maggiore previsto per la polvere
nera;
r) per quanto riguarda i depositi destinati all'immagazzinamento
di manufatti pirotecnici appartenenti alla V categoria, gruppo D, ad
esclusione dei manufatti ad effetto di scoppio o assimilabile tipo
crepitio o fischio e di quelli appartenenti al gruppo E, essi possono
essere ubicati ad una distanza non inferiore a 15 metri da altri
edifici o strade, a condizione che siano adottati per essi i seguenti
criteri per la difesa contro gli incendi e che il quantitativo della
massa attiva non ecceda i 5000 kg, nel rispetto dei criteri di
stivaggio indicati nel decreto ministeriale 18 luglio 2001 (Gazzetta
Ufficiale 10 agosto 2001, n. 185):
A) i depositi devono essere di tipo isolato monopiano e devono
distare da altri edifici o strade almeno 15 metri e, non possono
essere ubicati nell'ambito degli scali aeroportuali e delle stazioni
ferroviarie e marittime;
B) per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del
fuoco, gli accessi all'area devono avere i seguenti requisiti minimi:
larghezza: 3,5 m;
altezza libera: 4 m;
raggio di volta: 13 m;
pendenza: non superiore al 10%;
resistenza al carico: almeno 20 t (8 asse anteriore e 12 asse
posteriore; passo 4 m);
C) deve essere assicurata la possibilita' di accostamento agli
edifici delle autoscale dei Vigili del fuoco;
D) l'utilizzo degli spazi esterni, di pertinenza dell'attivita', ai
fini del parcheggio di autoveicoli, non deve pregiudicare l'accesso e
la manovra dei mezzi di soccorso e, non deve costituire ostacolo al
deflusso del pubblico;
E) le strutture portanti e gli elementi di compartimentazione
devono garantire, rispettivamente, requisiti di resistenza al fuoco R
e REI/EI non inferiori a 120. E' consentita la riduzione a R e REI/EI
90 in presenza di un impianto di spegnimento automatico;
F) le porte di accesso devono essere metalliche;
G) le strutture della copertura devono garantire requisiti di
resistenza al fuoco R non inferiori a 120. Gli elementi strutturali
secondari, che non partecipano alla stabilita' della copertura,
possono non possedere specifiche caratteristiche di resistenza al
fuoco, purche' siano adottati i necessari accorgimenti, affinche'
l'eventuale loro crollo non determini un significativo rischio per
gli occupanti ed i soccorritori;
H) all'interno di ogni locale, deve essere previsto un estintore
portatile ogni 150 m² di pavimento, o frazione, con un minimo di due
estintori, aventi carica minima pari a 6 kg e capacita' estinguente
non inferiore a 34A 144BC;
I) i depositi aventi superficie superiore a 200 m² devono essere
protetti con impianto idrico antincendio a naspi e/o idranti
realizzato in conformita' alle norme di buona tecnica vigenti e
dimensionato con riferimento al livello di pericolosita' 1 della
vigente norma UNI;
J) i depositi aventi superficie superiore a 1000 m² e carico di
incendio specifico superiore a 600 MJ/m² devono inoltre essere
protetti con impianto di spegnimento automatico con agenti
estinguenti di tipo idoneo all'uso previsto;
K) i depositi devono avere un adeguato sistema di ventilazione
naturale non inferiore ad 1/100 della superficie in pianta,
realizzata su pareti contrapposte;
L) gli impianti elettrici devono essere realizzati ed installati in
conformita' alla legge 1° marzo 1968, n. 186. La rispondenza alle
vigenti norme deve essere attestata con le procedure di cui al
decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive
modificazioni ed integrazioni;
M) i depositi devono essere protetti da impianto fisso di
rivelazione e segnalazione automatica degli incendi, progettato,
installato, collaudato e gestito secondo le norme di buona tecnica
vigenti, in grado di rilevare e segnalare a distanza un principio di
incendio. L'impianto deve anche essere corredato di segnalatori del
tipo a pulsante manuale opportunamente distribuiti ed ubicati in
prossimita' delle uscite.
La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei
rivelatori o pulsanti deve determinare una segnalazione ottica ed
acustica di allarme di incendio presso un luogo presidiato durante le
ore di attivita'.
L'impianto di rivelazione deve consentire l'attivazione automatica
delle seguenti operazioni:
chiusura di eventuali porte e serrande tagliafuoco, appartenenti al
compartimento antincendio da cui e' pervenuta la segnalazione;
eventuale trasmissione a distanza delle segnalazioni di allarme, in
posti predeterminati in un piano operativo interno di emergenza;
attivazione del sistema di controllo fumi;
N) deve essere installata la segnaletica di sicurezza,
espressamente finalizzata alla sicurezza antincendio, conforme al
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni
ed integrazioni.»;
al paragrafo 4, il terzo comma, lettera h), e' cosi' modificato:
«Qualora tale quantitativo dovesse essere superato vanno costruiti
depositi distinti ciascuno della capacita' non superiore a 80
tonnellate. Se trattasi di acido picrico o di esplosivi che abbiano
caratteristiche analoghe, il detto quantitativo massimo sara' ridotto
a 60 tonnellate e se trattasi di esplosivi della terza categoria
sara' invece ridotto a 3 tonnellate. Lo stesso provvedimento potra'
essere adottato qualora si ravvisasse la necessita', determinata ad
esempio dai valori delle distanze di sicurezza esterne, di dover
costituire il deposito su diversi locali, sia pure destinati a
contenere carichi inferiori alle 80 tonnellate. Fra i vari locali
costituenti il deposito dovranno intercorrere le distanze risultanti
dalla applicazione della formula del n. 4, lettera c) del cap. I. Per
quanto concerne gli artifizi della IV categoria e della V categoria,
gruppo C, il valore di K sara' assunto pari a quello della polvere
nera (0,4) per artifizi ad effetto di scoppio (o assimilabile tipo
crepitio o fischio), mentre per gli artifizi ad effetto luminoso si
assumera' il valore K=0,3.
2. Ove negli esercizi commerciali non muniti della licenza per la
minuta vendita di esplosivi di cui all'art. 47 del TULPS e al
capitolo VI dell'allegato B al regolamento T.U.L.P.S. esistano le
condizioni opportune relative alla disponibilita' di spazi adeguati,
sara' possibile costituire, per la conservazione degli stessi
artifizi e la loro successiva commercializzazione, un deposito
«annesso», in cui ricoverare una limitata scorta di artifizi da
divertimento appartenenti alla V categoria, gruppo D ed E in
quantita' complessiva non superiore a 200 kg netti. La cubatura
dovra' essere pari ad 1 mc per ogni 3,5 kg netto di materiale
pirotecnico che dovra' essere conservato su scaffali metallici o
pallets che dovranno essere disposti internamente in modo tale da
agevolare la movimentazione dei materiali.
3. Il deposito di cui al comma precedente dovra' essere realizzato
secondo i criteri di seguito riportati:
A) i depositi di materiale esplodente non devono comunicare con le
altre attivita', compresa quella commerciale, e non possono essere
ubicati nell'ambito degli scali aeroportuali e delle stazioni
ferroviarie e marittime;
B) per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del
fuoco, gli accessi all'area devono avere i seguenti requisiti minimi:
larghezza: 3,5 m;
altezza libera: 4 m;
raggio di volta: 13 m;
pendenza: non superiore al 10%;
resistenza al carico: almeno 20 t (8 asse anteriore e 12 asse
posteriore; passo 4 m);
C) deve essere assicurata la possibilita' di accostamento agli
edifici delle autoscale dei Vigili del fuoco;
D) l'utilizzo degli spazi esterni, di pertinenza dell'attivita', ai
fini del parcheggio di autoveicoli, non deve pregiudicare l'accesso e
la manovra dei mezzi di soccorso e non deve costituire ostacolo al
deflusso del pubblico;
E) le strutture portanti e gli elementi di compartimentazione
devono garantire rispettivamente requisiti di resistenza al fuoco R e
REI/EI non inferiori a 120. E' consentita la riduzione a R e REI/EI
90 in presenza di un impianto di spegnimento automatico;
F) devono essere separati da altre attivita' con parete REI 120;
G) la porta di accesso deve avere caratteristiche di resistenza al
fuoco almeno EI 120;
H) in caso di attraversamento di altri compartimenti, le
canalizzazioni devono presentare caratteristiche REI/EI pari a quelle
richieste per il deposito stesso;
I) all'interno di ogni locale deve essere previsto un estintore
portatile ogni 150 m² di pavimento, o frazione, con un minimo di due
estintori, aventi carica minima pari a 6 kg e capacita' estinguente
non inferiore a 34A 144BC;
J) i depositi aventi superficie superiore a 200 m² devono essere
protetti con impianto idrico antincendio a naspi e/o idranti
realizzato in conformita' alle norme di buona tecnica vigenti e
dimensionato con riferimento al livello di pericolosita' 1 della
vigente norma UNI;
K) gli impianti elettrici devono essere realizzati ed installati in
conformita' alla legge 1° marzo 1968, n. 186. La rispondenza alle
vigenti norme deve essere attestata con le procedure di cui al
decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive
modificazioni ed integrazioni;
L) i depositi devono essere protetti da impianto fisso di
rivelazione e segnalazione automatica degli incendi, progettato,
installato, collaudato e gestito secondo le norme di buona tecnica
vigenti, in grado di rilevare e segnalare a distanza un principio di
incendio. L'impianto deve anche essere corredato di segnalatori del
tipo a pulsante manuale opportunamente distribuiti ed ubicati in
prossimita' delle uscite.
La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei
rivelatori o pulsanti deve determinare una segnalazione ottica ed
acustica di allarme di incendio presso un luogo presidiato durante le
ore di attivita'.
L'impianto di rivelazione deve consentire l'attivazione automatica
delle seguenti operazioni:
chiusura di eventuali porte e serrande tagliafuoco, appartenenti al
compartimento antincendio da cui e' pervenuta la segnalazione;
eventuale trasmissione a distanza delle segnalazioni di allarme, in
posti predeterminati in un piano operativo interno di emergenza;
attivazione del sistema di controllo fumi;
M) deve essere installata la segnaletica di sicurezza,
espressamente finalizzata alla sicurezza antincendio, conforme al
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni
ed integrazioni.
4. Gli articoli 1, 2 e 3 del cap. VI dell'allegato B al regio
decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono cosi' sostituiti:
«Art. 1 (Generalita'). - 1. Negli esercizi di minuta vendita di
prodotti esplodenti si possono tenere e vendere:
a) polveri della I categoria;
b) cartucce per armi comuni della V categoria, gruppo A;
c) manufatti della IV e V categoria.
Negli esercizi di minuta vendita e' altresi' consentito, in
aggiunta a quanto indicato al punto 4, del presente articolo,
detenere e vendere nelle loro confezioni originali, anche nei locali
dove e' consentito l'accesso al pubblico, fino a complessivi 50 kg
netti di manufatti classificati nella V categoria, gruppo D, nonche'
manufatti classificati nella V categoria, gruppo E; la quantita'
complessiva dei manufatti classificati nella V categoria gruppi D ed
E dovra' rispettare quanto previsto al successivo art. 2, punto 2,
secondo comma.
In tali locali possono essere detenuti e venduti capsule innescate
in un quantitativo massimo di n. 25.000 e bossoli innescati fino a un
quantitativo massimo di n. 50.000, approvvigionati e conservati nelle
confezioni originali e commercializzati nella confezione originale
minima.
Negli esercizi abilitati al caricamento delle cartucce il limite
massimo delle capsule innescate e dei bossoli innescati e' stabilito
in n. 50.000 per ciascuno, fermo restando il limite di cui al
precedente capoverso per i locali in cui e' consentito l'accesso al
pubblico.
Non rientrando tra i prodotti esplodenti, nessun limite e' posto
alla detenzione e vendita dei seguenti componenti di munizioni per
armi comuni: proiettili, pallini, bossoli inerti.
2. La vendita delle polveri deve essere fatta per recipienti
interi, originali di fabbrica, dal contenuto massimo di 1 kg netto.
E' vietato tenere nell'esercizio e vendere recipienti di polvere
aperti.
I manufatti della IV e della V categoria devono essere
approvvigionati e venduti nei loro imballaggi di fabbrica sigillati.
Possono essere commercializzati solo se racchiusi nelle proprie
confezioni originali sigillate, singole o multiple in ragione delle
dimensioni del manufatto.
3. Le indicazioni sulla massa (come definita nel decreto del
Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802, recante
"Attuazione della direttiva CEE 80/181 relativa alle unita' di
misura"), fornite al successivo art. 3, si riferiscono alla massa
netta dei prodotti attivi (sono prodotti attivi quelli esplosivi,
incendivi, coloranti, fumogeni ed illuminanti); la massa netta di
prodotti attivi deve essere indicata sul singolo manufatto di IV e V
categoria e/o sulla confezione, in conformita' a quanto riportato nel
relativo decreto di riconoscimento e classificazione.
La massa degli involucri e di quant'altro formi la struttura dei
manufatti, ancorche' costituita da materiale combustibile, quale
carta, legno, polimeri, ecc., e' esclusa dal computo della massa dei
prodotti attivi.
4. Negli esercizi di minuta vendita si possono detenere e vendere
fino a complessivi 200 kg netti dei prodotti indicati al successivo
art. 3 "Contenuto della licenza" lettere a), b), c) e d), superato
tale limite trova applicazione il capitolo IV del presente allegato.
Oltre quanto indicato al comma precedente, si possono detenere e
vendere prodotti esplodenti di V categoria - gruppi D ed E nei
quantitativi indicati al successivo art. 3, lettera e).
5. Sulle istanze per il rilascio delle licenze per gli esercizi di
minuta vendita il Prefetto acquisira' il parere della commissione
tecnica provinciale.
Art. 2 (Prescrizione sui locali). - 1. I locali degli esercizi di
minuta vendita non devono essere interrati o seminterrati ovvero
contigui, sovrastanti o sottostanti a locali di lavorazione o
deposito di materie facilmente combustibili o infiammabili; non
devono inoltre avere comunicazione diretta con abitazioni e/o con
ambienti che non abbiano attinenza con l'attivita' dell'esercizio
stesso, fatta eccezione per i locali di servizio.
Non devono essere ubicati in edifici nei quali vi siano anche asili
nido, scuole, strutture sanitarie, comunita' religiose, alberghi,
affittacamere e bed & breakfast con piu' di 25 posti letto, attivita'
commerciali all'ingrosso o al dettaglio aventi superficie lorda,
comprensiva di servizi e depositi, superiore a 400 m², luoghi di
culto, locali di pubblico spettacolo e trattenimento, impianti e
centri sportivi, locali soggetti ad affollamento superiore a 100
persone.
Negli esercizi di minuta vendita non devono essere tenute ne' poste
in vendita materie infiammabili, come tali individuate dalla
circolare del Ministero dell'interno n. 2452/4179 del 3 maggio 1979.
Deroghe a tali divieti possono essere consentite previo parere
favorevole della commissione tecnica provinciale, che potra'
prescrivere le cautele ritenute opportune nei singoli casi per la
tutela dell'incolumita' pubblica.
Negli ambienti in cui e' ammesso il pubblico potranno essere
tenuti, come mostra, manufatti della IV e della V categoria, gruppo C
inertizzati (privi di prodotti attivi) e/o simulacri; le operazioni
di inertizzazione dei manufatti devono essere compiute da soggetto
legittimato alla fabbricazione dei manufatti stessi.
Nei locali destinati al deposito di prodotti esplodenti in cui non
e' ammesso il pubblico o nei locali ove avviene il caricamento delle
cartucce non e' consentito l'immagazzinamento di altro materiale.
2. Il carico complessivo di prodotti esplodenti sara' fissato in
accordo con gli articoli 1 e 3 e in funzione dei limiti derivanti
dalle dimensioni del locale (o dei locali), come di seguito
specificato.
Ogni locale in cui sono tenuti prodotti esplodenti deve avere una
altezza non inferiore a m 2,40, una superficie non inferiore a mq 6 e
una cubatura non inferiore a mc 18; inoltre la cubatura non deve
essere inferiore a mc 1 per ogni chilogrammo netto di polveri di I
categoria o manufatti di IV categoria; a mc 1 per ogni 3,5 kg di
polvere sotto forma di cartucce in accordo alle equivalenze indicate
all'art. 3, lettera b) e a 1 mc ogni 3,5 kg netti di prodotti
esplodenti appartenenti alla V categoria, gruppi C, D ed E, ad
esclusione delle capsule innescate per cartucce e dei bossoli
innescati.
Le polveri di I categoria e le cartucce di V categoria, gruppo A
devono essere custodite in locale (o locali) distinto/i, anche se
contiguo/i a quello (o a quelli) nel quale sono custoditi i manufatti
di IV e di V categoria. Questi ultimi possono essere conservati
insieme. E' vietato l'accesso al pubblico nel predetto locale (o nei
predetti locali) ove vengono custodite tali materie esplodenti.
I prodotti esplodenti devono essere collocati su scaffali metallici
o di legno trattato con prodotti vernicianti omologati di classe "1"
di reazione al fuoco, secondo le modalita' e le indicazioni contenute
nel decreto ministeriale 6 marzo 1992, di adeguata resistenza
meccanica, alti non oltre m 2,10, chiusi eventualmente solo ai lati,
ed ancorati in modo da garantirne la stabilita'; gli scaffali
metallici devono essere collegati a dispersori di terra.
Nel deposito i prodotti esplodenti possono altresi' essere
conservati su pallets; non e' ammessa la sovrapposizione di piu' di
due pallets. All'interno del deposito deve in ogni caso essere
lasciato un passaggio di 60 cm.
Le munizioni per armi corte devono essere custodite in armadi
metallici con sportelli dotati di serratura di sicurezza.
Negli ambienti in cui e' ammesso il pubblico sono consentiti solo
gli scaffali, sui quali possono essere collocati polveri di I
categoria, cartucce di V categoria, gruppo A per armi lunghe,
manufatti di IV e V categoria, gruppo C inertizzati e/o i loro
simulacri, nonche' manufatti della V categoria, gruppi D ed E, nel
rispetto di quanto previsto al presente art. 2, punto 2, secondo
comma.
Negli esercizi isolati si puo' concedere licenza per vendere
prodotti esplodenti della I, IV e V categoria in quantitativi
elevabili fino al triplo di quanto stabilito nell'art. 3, fermi
restando i limiti di cubatura anzi indicati.
Si definisce esercizio isolato un esercizio di minuta vendita di
materiali esplodenti quando si riscontrano le seguenti condizioni:
a) l'esercizio e' condotto in un manufatto che non ricada
nell'abitato del territorio comunale di appartenenza, secondo le
classificazioni delle varie zone del P.R.G.;
b) il manufatto in cui ha sede l'esercizio e' costituito da una
propria struttura nel cui ambito e pertinenze non si svolgano altre
attivita' di qualsiasi genere;
nel manufatto puo' essere consentito l'alloggio del titolare e del
suo stretto nucleo familiare, nonche' gli uffici necessari alla
gestione dell'esercizio; potranno inoltre sussistere le
infrastrutture pertinenti a tale alloggio e uffici (rimessa per auto,
centrali tecnologiche, locali tecnici), in tale caso la struttura
potra' anche essere articolata su due piani a condizione che gli
stessi siano separati da soletta aventi le caratteristiche di
resistenza al fuoco di REI 120;
il manufatto dovra' rispettare, inoltre, le distanze da altre
costruzioni esterne al lotto di pertinenza non soggette a vincoli di
distanza, imposte dal vigente regolamento edilizio comunale, ma in
ogni caso tali distanze non dovranno essere inferiori al limite
minimo fissato dal Codice civile.
In un esercizio di minuta vendita "isolato" i quantitativi di
materiali esplodenti, determinati in base a quanto prescritto nella
parte seconda dell'art. 3, possono essere triplicati a condizione che
il carico dell'esercizio non ecceda, in ogni caso, il valore massimo
prescritto nella parte seconda dell'art. 1, paragrafo 4, fermo quanto
prescritto alla parte seconda dell'art. 2 circa le caratteristiche
dei locali.
Ove in un esercizio di minuta vendita isolato si intenda superare
il carico massimo di 200 kg netti incrementandolo fino al triplo di
quello ammissibile, il valore dovra' essere calcolato in funzione
della distanza da elementi esterni penalizzanti, applicando la
formula d=KvC. I valori di "K" applicabili vengono indicati nella
tabella riportata al paragrafo 2 del cap. IV. Si precisa che se
nell'esercizio sono conservati e commercializzati prodotti ai quali
sono attribuiti valori di "K" diversi, nel calcolo si dovra'
applicare il valore di "K" piu' elevato. I valori di "K" riportati in
tabella potranno essere divisi per 2 se le mura perimetrali
dell'esercizio abbiano caratteristiche R/REI 120; potranno essere
ulteriormente ridotti in presenza di ostacoli naturali o artificiali.
Resta fermo l'obbligo di disporre in ogni caso di cubature dei locali
conformi a quanto previsto nella parte seconda dell'art. 2, comma 2.
Qualora, per cause sopravvenute, l'esercizio non si trovi piu' in
condizioni tali da poter essere considerato isolato, dovranno in esso
limitarsi la detenzione dei prodotti esplodenti e il caricamento
delle cartucce secondo le norme che regolano gli esercizi di minuta
vendita nell'abitato.
3. I muri perimetrali degli ambienti dell'esercizio in cui sono
tenuti prodotti esplodenti devono essere realizzati con strutture
aventi caratteristiche di resistenza al fuoco R/REI 120.
I solai di copertura e di calpestio devono essere realizzati con
strutture aventi caratteristiche di resistenza al fuoco R/REI 120.
I serramenti possono essere di metallo o di legno: in quest'ultimo
caso devono essere trattati con prodotti vernicianti omologati di
classe "1" di reazione al fuoco, secondo le modalita' e le
indicazioni contenute nel decreto ministeriale 6 marzo 1992. In ogni
caso devono avere caratteristiche EI 120. Qualora muniti di vetri,
questi devono essere infrangibili o retinati o altrimenti protetti
per evitare l'eventuale proiezione di schegge verso l'esterno nel
caso di esplosione all'interno.
Il locale (o i locali) in cui sono posti i manufatti di IV e V
categoria deve (o devono) essere separato dagli altri mediante porta
con apertura verso l'esterno, con caratteristiche EI 120.
L'impianto elettrico deve essere realizzato in conformita' alla
legge 10 marzo 1968, n. 186. La rispondenza alle vigenti norme deve
essere attestata con le procedure di cui al decreto ministeriale 22
gennaio 2008, n. 37 successive modificazioni ed integrazioni.
L'impianto di produzione calore deve essere realizzato in
conformita' alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi o, in
mancanza di esse, ai criteri tecnici generali di prevenzione incendi
di cui all'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.
All'interno dell'esercizio deve essere previsto un estintore ogni
150 mq di pavimento con un minimo di due aventi capacita' estinguente
non inferiore a 34A144BC.
Art. 3 (Contenuto della licenza). - Puo' essere concessa licenza
per tenere nell'esercizio e vendere i prodotti esplodenti elencati da
a) ad e) come di seguito specificato:
a) fino a complessivi 25 kg netti di polveri da lancio e/o da
mina appartenenti alla I categoria. Ogni chilogrammo netto di polveri
di I categoria puo' essere sostituito con due chilogrammi netti di
polveri da lancio sotto forma di cartucce cariche per armi comuni,
secondo le equivalenze indicate al successivo punto b).
In caso di rinuncia totale:
alle sole polveri da mina, si potranno tenere e vendere fino a 50
kg netti di polveri da lancio, cosi' suddivisi:
25 kg netti di polveri da lancio, fermi restando gli obblighi ed i
divieti di cui all'art. 1, punto 2;
25 kg netti di polveri da lancio sotto forma di cartucce cariche
per armi comuni, in accordo con le equivalenze di cui al successivo
punto b);
ai 25 kg netti di polveri da lancio e/o da mina si potranno
tenere e vendere:
75 kg netti di polveri da lancio sotto forma di cartucce cariche
per armi comuni, in accordo con le equivalenze indicate al successivo
punto b);
in alternativa si potranno tenere e vendere manufatti della IV e
della V categoria, gruppo C, incrementandone il quantitativo previsto
ai successivi punti c) e d) di 10 kg netti per la IV categoria e di
20 kg netti per la V categoria, gruppo C. Si potra' raddoppiare tale
ultimo quantitativo ove ricorra la condizione di cui al successivo
punto d) (giocattoli pirici blisterati);
b) fino a 50 kg netti di polveri da lancio della I categoria,
sotto forma di cartucce cariche per armi comuni. Ai fini del computo
delle cartucce un chilogrammo netto di polvere di lancio di I
categoria e' considerato pari a:
n. 300 cartucce per armi lunghe ad anima liscia o rigata caricate
con polvere nera, oppure
n. 560 cartucce per armi lunghe ad anima liscia o rigata caricate
con polvere senza fumo, oppure
n. 4.000 cartucce per arma corta, oppure
n. 12.000 cartucce a percussione anulare per arma corta o lunga,
oppure
n. 25.000 cartucce per armi Flobert, oppure n. 12.000 cartucce da
salve oppure 24.000 cartucce della V categoria, gruppo E;
c) fino a 20 kg netti di prodotti attivi contenuti in manufatti
della IV categoria. Ogni chilogrammo netto di prodotti attivi
contenuto nei manufatti della IV categoria puo' essere sostituito con
quattro chilogrammi netti sotto forma di cartucce cariche per armi
comuni, in accordo con le equivalenze indicate al precedente punto
b); in alternativa, ogni chilogrammo della IV categoria puo' essere
sostituito con due chilogrammi netti della V categoria, gruppo C.
In caso di rinuncia totale ai manufatti della IV categoria, questi
possono essere sostituiti con 120 kg netti di polveri da lancio sotto
forma di cartucce cariche per armi comuni, in accordo con le
equivalenze indicate al punto b); in alternativa si possono
sostituire i 20 kg netti della IV categoria con 50 kg netti della V
categoria, gruppo C. Si potra' raddoppiare il quantitativo ove
ricorra la condizione di cui al successivo punto d) (giocattoli
pirici blisterati);
d) fino a 20 kg netti di prodotti attivi contenuti in manufatti
della V categoria, gruppo C. Ogni chilogrammo netto di prodotti
attivi contenuto nei manufatti della V categoria puo' essere
sostituito con due chilogrammi netti sotto forma di cartucce cariche
per armi comuni, in accordo con le equivalenze indicate al punto b).
In caso di rinuncia totale ai manufatti della V categoria, gruppo
C, questi possono essere sostituiti con 160 kg netti di polveri da
lancio sotto forma di cartucce cariche per anni comuni, in accordo
con le equivalenze indicate al punto b).
Non e' in alcun caso consentita la sostituzione di manufatti della
V categoria, gruppo C con manufatti della IV categoria.
I 20 kg netti di prodotti attivi contenuti nei manufatti della V
categoria, gruppo C potranno essere raddoppiati nel caso in cui si
tratti di artifici di V categoria, gruppo C purche' in confezione
"blister" realizzata con materiale autoestinguente;
e) artifizi della V categoria, gruppo "D" in quantitativo fino a
50 kg nonche' un quantitativo illimitato di V categoria, gruppo "E"
con l'osservanza delle condizioni di conservazione di cui all'art. 2,
punto 2, quarto e quinto comma.
In caso di rinuncia a detenere artifizi della IV categoria il
quantitativo di artifizi della V categoria, gruppo D puo' essere
triplicato nel rispetto di quanto previsto dal medesimo punto 2,
secondo comma.
In relazione a particolari situazioni ambientali o a specifiche
ragioni di pubblica sicurezza puo' essere prescritta la riduzione del
quantitativo massimo consentito di cartucce e di polveri di I
categoria.
Nel corso di validita' della licenza il titolare, previa
comunicazione alla competente autorita' di pubblica sicurezza, puo'
effettuare sostituzioni per categoria e quantita' dei prodotti
esplodenti autorizzati in sede di rilascio o rinnovo, applicando le
equivalenze indicate nel presente articolo e fermo restando il
quantitativo massimo autorizzato.
Tali variazioni devono essere annotate nel registro di cui all'art.
55 del T.U.L.P.S.».

Art. 5 Modificazioni al capitolo I dell'allegato C

al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635

Al capitolo I dell'allegato C al regolamento per l'esecuzione del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al numero 4, al primo periodo, le parole «di deposito o di
vendita» sono sostituite dalle parole «di deposito di fabbrica o di
deposito di vendita»;
b) al numero 4, al secondo periodo, dopo le parole «la licenza
permanente» sono inserite le parole «ha validita' di un anno e»;
c) al numero 6, primo paragrafo, le parole «delle categorie I e V
gruppo A» sono sostituite dalle parole «delle categorie I, IV e V,
gruppo A e gruppo C»;
d) al numero 6, secondo paragrafo, le parole: «a depositi di
fabbrica o di vendita od» sono soppresse.

Art. 6 Disposizioni transitorie e finali

Fermo restando quanto previsto all'art. 3 del presente decreto e
dalle relative disposizioni in materia di vendita, e' consentito,
entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, lo smaltimento delle scorte dei prodotti gia'
etichettati, riconosciuti e non classificati tra i prodotti
esplodenti ai sensi del decreto del Ministro dell'interno in data 4
aprile 1973, previa comunicazione alla locale Questura, da parte dei
fabbricanti e degli importatori, dei quantitativi in giacenza e dei
siti di stoccaggio, da effettuarsi entro quindici giorni dalla data
suddetta. Le scorte non smaltite entro i ventiquattro mesi debbono
essere distrutte oppure, per essere immesse sul mercato, devono
recare l'etichettatura relativa alla nuova classificazione
attribuita.
Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, i titolari di siti adibiti a deposito di prodotti
riconosciuti e non classificati tra i prodotti esplodenti ai sensi
del decreto del Ministro dell'interno del 4 aprile 1973, gia'
esistenti, devono munirsi, ove previste, delle licenze di polizia,
delle autorizzazioni ai fini della prevenzione incendi ed adeguare le
strutture alle norme tecniche vigenti.
Per gli esercizi di minuta vendita gia' autorizzati, ai sensi del
cap. VI dell'allegato B al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, alla
data di entrata in vigore del presente decreto continuano a valere le
disposizioni previgenti. Il contenuto delle rispettive licenze dovra'
essere aggiornato entro i successivi dodici mesi.
Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, che sara'
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, cessa
di avere efficacia il decreto del Ministro dell'interno 4 aprile
1973, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - serie
generale - n. 120 del 10 maggio 1973.
Roma, 9 agosto 2011

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