Regolamento Tulps -Titolo V - Degli stranieri

TITOLO V - Degli stranieri (358).

(358)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento in attuazione, le disposizioni ancora in vigore del presente titolo V.

§ 22 - Del soggiorno degli stranieri nel Regno

(359).

Art. 261. 

La dichiarazione di soggiorno degli stranieri, della quale è parola nell'art. 142 della legge (360), dev'essere fatta in iscritto, mediante scheda, conforme all'annesso modello, munita della firma del dichiarante.
In essa lo straniero deve indicare:
a) le proprie generalità complete e quelle dei congiunti di età non superiore ai sedici anni, che lo accompagnano;
b) la nazionalità e il luogo di sua provenienza;
c) la data e il valico d'ingresso nel regno;
d) lo scopo della sua venuta in Italia;
e) quanto tempo presumibilmente vi si tratterrà;
f) il luogo dove ha preso abitazione;
g) se e quali beni immobili rustici o urbani possegga, a qualunque titolo, nel regno;
h) se e quale professione, industria o commercio o lavoro eserciti o intenda esercitare nel regno, in nome proprio, o in società con altri o per conto altrui;
i) la religione professata e la razza cui appartiene
(358 bis) (361).

(358) L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento in attuazione, le disposizioni ancora in vigore del presente titolo V.

(359)  Vedi, anche, gli artt. 142-149 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, nonché, sulle sanzioni per omessa denuncia di stranieri o apolidi D.Lgs. 11 febbraio 1948, n. 50.
(360)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(361)  L'indicazione della razza non è più richiesta, conseguentemente al disposto di cui al R.D. 20 gennaio 1944, n. 25, che ha abrogato tutte le disposizioni riguardanti la razza.,,
 

Art. 262. 

[L'autorità di pubblica sicurezza, esaminati i documenti che lo straniero esibisce per comprovare la sua dichiarazione, ed accertata l'identità del dichiarante, gli rilascia ricevuta, qualora nulla osti alla permanenza di lui nel regno, e trasmette al Questore il duplicato della scheda.
Il possesso della ricevuta costituisce, per ogni effetto, la prova dell'adempimento, da parte dello straniero, dell'obbligo derivantegli dall'art. 145 della legge (362).
Essa deve essere esibita ad ogni richiesta degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza.
Nei casi previsti al secondo comma dell'art. 142 della legge (363), l'autorità di pubblica sicurezza, cui viene presentata una successiva dichiarazione, deve ritirare dallo straniero la ricevuta di quella precedente, facendone annotazione sulla nuova dichiarazione e sulla relativa nuova ricevuta]
(364).

(362)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(363)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(364)  Abrogato dall'art. 13, D.L. 30 dicembre 1989, n. 416.

 

Art. 263.

  [Lo straniero alloggiato in albergo, o in altro luogo debitamente autorizzato a dare alloggio per mercede, può presentare, per mezzo dell'esercente, all'autorità di pubblica sicurezza la dichiarazione prescritta dal precedente art. 261, munita della propria firma e della elencazione dei documenti di identificazione.
L'esercente trasmette, nello stesso giorno, all'autorità di pubblica sicurezza la dichiarazione, ritirandone ricevuta, che consegna immediatamente all'interessato.
Tale adempimento non dispensa l'esercente dall'obbligo della notificazione prescritta dal terzo comma dell'art. 109 della legge (365).
La disposizione del primo comma del presente articolo non si applica se lo straniero non sa sottoscrivere la dichiarazione.
Qualora la dichiarazione sia presentata a mezzo dell'esercente, lo straniero deve presentare ad esso il documento d'identificazione.
L'esercente deve avvertire lo straniero dell'obbligo che gli incombe di fare la dichiarazione]
(366).

(365)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(366)  Abrogato dall'art. 13, D.L. 30 dicembre 1989, n. 416.

 

Art. 264. 

[Chi presiede ad istituti di educazione, di istruzione, di ricovero, a case od istituti di cura o ad altre comunità civili o religiose, deve far pervenire all'autorità locale di pubblica sicurezza, nel termine di tre giorni, le dichiarazioni individuali degli stranieri che intendono giovarsi della dispensa di comparire personalmente dinnanzi all'autorità medesima.
Deve, inoltre, far notificare, entro ventiquattr'ore, all'autorità locale di pubblica sicurezza, i nomi degli stranieri che lasciano l'istituto o la comunità, e la località dove sono diretti]
(367).

(367)  Abrogato dall'art. 13, D.L. 30 dicembre 1989, n. 416.
 

Art. 265.

  È parimenti esonerato dal presentarsi personalmente lo straniero che ne sia impedito per ragioni di salute da comprovarsi mediante attestazione medica. Questa, insieme con la dichiarazione, deve pervenire all'autorità di pubblica sicurezza nel termine prescritto, a mezzo di persona di fiducia dello straniero o di chi l'assista (368).

(368)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento di attuazione, le disposizioni ancora in vigore contenute nel titolo V.
 

Art. 266.

  [Negli alberghi e negli altri luoghi in cui si dà alloggio per mercede deve essere affissa, in modo visibile, nel vestibolo o nelle sale di convegno, la trascrizione, nelle lingue italiana, francese, inglese e tedesc,,a, degli artt. 142, 143, 144, 148, 149 della legge (369) e 261, 263, 264, 265 del presente regolamento (370)] (371).

(369)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(370)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento di attuazione, le disposizioni ancora in vigore contenute nel titolo V.
(371)  Articolo abrogato dall'art. 11, L. 29 marzo 2001, n. 135.

 

§ 23 - Degli stranieri da espellere e da respingere dal Regno (372).

Art. 267.

  [Nei casi preveduti al primo e al quarto comma dell'art. 150 della legge (373), il Prefetto della provincia nella quale ha luogo la liberazione di uno straniero condannato per delitto o per contravvenzione alle norme sul soggiorno, richiede al Ministero dell'interno l'autorizzazione ad emettere il decreto di espulsione.
Quando il Prefetto ritenga opportuno di non ordinare la espulsione o quando si tratti di stranieri compromessi verso il proprio Stato per affari politici, per renitenza alla leva, per diserzione, o per reati, per i quali vi fosse domanda di estradizione, ne riferisce al Ministero dell'interno]
(374).

(372)  Vedi, anche, gli artt. 150-152 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
(373)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(374)  Abrogato dall'art. 13, D.L. 30 dicembre 1989, n. 416.

 

Art. 268. 

Nel decreto di espulsione sono ricordate le disposizioni dell'art. 151 della legge (375) (376).

(375)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(376)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento di attuazione, le disposizioni ancora in vigore contenute nel titolo V.

 

Art. 269.

  Occorrendo di far rimpatriare uno straniero, a carico del quale non si abbiano gli estremi per l'espulsione, il Prefetto ne avverte il rispettivo console per gli eventuali provvedimenti, o, trattandosi di cittadino di uno Stato limitrofo, lo invia al confine con foglio di via obbligatorio, riferendone al Ministero dell'interno (377).

(377)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento di attuazione, le disposizioni ancora in vigore contenute nel titolo V.
 

Art. 270. 

In caso di arresto o di spontanea presentazione di uno straniero, l'autorità di pubblica sicurezza ne dà subito notizia al Prefetto che ne riferisce al Ministero dell'interno.
Lo straniero è sottoposto a rilievi segnaletici e ad interrogatorio particolarmente sulla sua provenienza e sui motivi del suo espatrio.
In attesa delle eventuali istruzioni ministeriali, lo straniero fermato, che non sia indigente, dedito al meretricio, vagabondo, diffamato per i delitti, o recidivo in contravvenzione alle disposizioni sul soggiorno degli stranieri o sospetto in linea politica, può essere rilasciato sotto l'osservanza delle condizioni che l'autorità di pubblica sicurezza ritenga di imporgli.
Le disposizioni dei primi due comma del presente articolo si applicano anche quando lo straniero debba essere deferito, per qualsiasi reato, alla autorità giudiziaria
(378).

(378)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento di attuazione, le disposizioni ancora in vigore contenute nel titolo V.
 

Art. 271. 

Devono, in ogni caso, essere respinti dal confine, in applicazione dell'art. 152 della legge (379), od espulsi gli stranieri indigenti o che esercitino il meretricio o mestieri dissimulanti l'ozio, o il vagabondaggio o la questua (380).

(379)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(380)  L'art. 47, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, ha abrogato, a decorrere dalla data di entrata in vigore del relativo regolamento di attuazione, le disposizioni ancora in vigore contenute nel titolo V.

 

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