Regolamento Tulps -Titolo VI - Disposizioni relative alle persone pericolose per la società

TITOLO VI - Disposizioni relative alle persone pericolose per la società.

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§ 24 - Dei malati di mente e degli intossicati (381).

Art. 272. 

Sotto la denominazione di «infermi», usata nel presente paragrafo, si comprendono tanto i malati di mente, quanto le persone affette da cronica intossicazione prodotta da alcole o da altre sostanze inebrianti o stupefacenti.

(381)  Vedi, anche, gli artt. 153-155 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
 

Art. 273. 

La denuncia di cui all'art. 153 della legge, è fatta dagli esercenti una professione sanitaria, e, ove sia il caso, dai dirigenti gli istituti manicomiali od ospedalieri, sia pubblici che privati, con dichiarazione scritta, da essi firmata.
Nella denuncia sono indicati:
a) il nome e cognome, la condizione, l'età, l'abitazione e la provenienza dell'infermo;
b) la diagnosi della malattia;
c) il luogo dove l'infermo è curato e le misure adottate per l'assistenza e la vigilanza, quando non si ritenga necessario l'internamento dell'ammalato in un istituto di cura pubblico o privato;
d) tutte le osservazioni che il medico ritenesse di fare per norma dell'autorità di pubblica sicurezza.
Della eseguita denuncia è rilasciata ricevuta, quando ne sia fatta richiesta.

 

Art. 274.

  Il rilascio del certificato per l'internamento dell'infermo in un manicomio non dispensa dall'osservanza dell'adempimento di cui all'articolo precedente.

 

Art. 275.

  Qualora il medico curante accerti che non sono sufficientemente osservate le cautele da lui prescritte perché l'infermo, assistito a domicilio, non costituisca pericolo per sé o per gli altri, ne informa l'autorità locale di pubblica sicurezza e formula le eventuali proposte.

 

Art. 276.

  Ove risulti che l'infermo intenda recarsi o siasi recato in altro comune, l'autorità locale di pubblica sicurezza ne avverte l'autorità di pubblica sicurezza del luogo ove l'infermo intenda dirigersi o siasi già diretto.

 

§ 25 - Degli inabili al lavoro (382).

Art. 277. 

Sono considerati come inabili a qualsiasi lavoro proficuo i fanciulli che non hanno compiuto i dodici anni e le persone che, per infermità cronica o per gravi difetti fisici o intellettuali, non possono procacciarsi i mezzi di sussistenza.
Per i fanciulli in istato di abbandono materiale o morale si applicano le disposizioni delle leggi e dei regolamenti sulla protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia, e sul funzionamento del tribunale dei minorenni (383).

(382)  Vedi anche gli artt. 153-155 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
(383)  Sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia, vedi il testo unico approvato con R.D. 24 dicembre 1934, n. 2316 e sul funzionamento del tribunale per i minorenni, il R.D.L. 20 luglio 1934, n. 1404,.

 

Art. 278. 

Ai fini di constatare la inabilità a qualsiasi lavoro proficuo, l'autorità di pubblica sicurezza provvede a che la persona, che la deduce, sia visitata dall'ufficiale sanitario comunale.
Questi, nel termine di cinque giorni dalla richiesta, fa pervenire all'autorità stessa la sua relazione.
Il termine può essere prorogato.

 

Art. 279.

  La persona riconosciuta inabile a qualsiasi lavoro, priva di mezzi di sussistenza e di parenti tenuti per legge agli alimenti e in grado di fornirli, è, dall'autorità di pubblica sicurezza, proposta agli istituti di assistenza e beneficenza pubblica, esistenti nel Comune, per il ricovero o per il soccorso a domicilio, in conformità degli statuti propri degli enti (384).
Ove non sia possibile provvedere con la pubblica beneficenza, l'autorità di pubblica sicurezza, richiesti al procuratore delle imposte e all'esattore dei Comuni di origine, di domicilio e di dimora abituale dell'inabile e delle persone tenute per legge a somministrargli gli alimenti, i certificati, da cui risulti che l'inabile e le persone obbligate per legge agli alimenti non sono iscritte nei ruoli dei contribuenti delle tasse erariali, provinciali o comunali, trasmette la proposta di ricovero al Prefetto, pei provvedimenti di competenza del Ministro per l'interno.
Nel frattempo l'autorità locale di pubblica sicurezza adotta i provvedimenti che, per l'urgenza, potessero essere richiesti.

(384)  Sulle persone obbligate per legge a fornire gli alimenti, vedi artt. 433 e seguenti, Codice civile del 1942.
 

Art. 280. 

L'autorità locale di pubblica sicurezza cura l'esecuzione dell'ordinanza di ricovero; ne trasmette copia al Comune del domicilio di soccorso e all'istituto interessato, e provvede all'accompagnamento dell'inabile.
Il Prefetto trasmette copia dell'ordinanza all'intendente di finanza.

 

Art. 281. 

Non si provvede al ricovero quando una o più persone assumano per iscritto, in confronto dell'autorità di pubblica sicurezza, l'obbligo di provvedere all'assistenza dell'inabile, prestando, se richiesti, idonea cauzione.
Se la persona, a favore della quale l'obbligazione è stata assunta, è colta a mendicare, viene deferita all'autorità giudiziaria, ed, espiata la pena, viene inviata in un istituto di ricovero.
Le persone, che si sono assunte di provvedere alla sua assistenza, incorrono nella perdita della cauzione a favore dell'istituto ed a sgravio degli enti obbligati al mantenimento del ricoverato.

 

Art. 282. 

Qualora l'inabile, di cui sia stato ordinato il ricovero, non intenda stabilirsi nell'istituto o se ne allontani arbitrariamente vi è accompagnato con la forza.

 

Art. 283.

  Gli enti obbligati al mantenimento del ricoverato possono promuovere la revoca della ordinanza, quando, per qualsiasi causa, vengano a mancare le condizioni nel concorso delle quali venne emessa l'ordinanza di ricovero.
Revocata l'ordinanza, si fa luogo al rilascio del ricoverato, diffidandolo che sarà provveduto contro di lui, a termine del codice penale, ove sia colto a mendicare.

 

Art. 284. 

La disposizione dell'art. 155 della legge (385) si applica anche nel caso in cui l'inabile al lavoro o i congiunti di lui possono provvedere solo parzialmente alla spesa per mantenimento.
Copia dell'atto di diffida è trasmessa al procuratore del Re (386) nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 155 della legge (387).

(385)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(386)  Ora denominato, a norma dell'art. 1, D.Lgs.C.P.S. 2 agosto 1946, n. 72, contenente norme sulla denominazione dei capi degli uffici del pubblico ministero, Procuratore della Repubblica.
(387)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

 

§ 26 - Delle questue o collette (388).

Art. 285. 

[Per gli effetti dell'art. 156 della legge (389), si considerano di «beneficenza» e possono essere autorizzate dal Questore le questue o collette dirette a raccogliere fondi od oggetti, fuori dei templi, pel mantenimento di ordini religiosi mendicanti o per sopperire a spese di culto presso chiese povere] (390).

(388)  Vedi anche l'art. 156 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, nonché, per quanto concerne le collette nell'interno ed all'ingresso delle Chiese cattoliche e degli edifici destinati ad un culto ammesso nello Stato, l'art. 2, L. 27 maggio 1929, n. 810 e l'art. 4, R.D. 28 febbraio 1930, n. 289.
(389)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(390)  Articolo abrogato dall'art. 3, L. 18 novembre 1981, n. 659.

 

Art. 286.

  [Chi intende promuovere una questua o colletta deve farne domanda al Questore, indicando il relativo piano, la destinazione degli oggetti o dei fondi da raccogliere, i Comuni in cui deve essere fatta, la durata di essa e le generalità complete delle persone che ne sono incaricate.
In nessun caso le questue o collette possono farsi per mezzo di persone di età minore o di non buona condotta morale e politica, né in tempo di notte.
Gli incaricati della questua o colletta devono essere muniti della carta di identità e di apposita tessera, da rilasciarsi dal Questore.
Il Questore può subordinare il rilascio della licenza al versamento, nel conto corrente della Prefettura, di una cauzione in misura proporzionata all'entità della somma o al valore degli oggetti, che secondo il piano progettato, si presume possa ricavarsi dalla questua o colletta.
La cauzione non può essere restituita se non consti che siasi completamente erogato il ricavato della questua o colletta, secondo il progetto approvato e le condizioni stabilite nella licenza.
Le disposizioni del presente articolo, ad eccezione di quelle dei commi secondo e terzo, limitatamente per questo alla carta di identità, non si applicano alle normali questue effettuate dagli ordini religiosi mendicanti] (391).

(391)  Articolo abrogato dall'art. 3, L. 18 novembre 1981, n. 659.
 

§ 27 - Delle persone sospette.

Art. 287. 

Con la locuzione «fuori del proprio comune», usata dall'art. 157 della legge, s'intende il comune di domicilio o della dimora abituale (392).

(392)  Articolo da considerarsi superato conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
 

§ 28 - Della carta di identità (393).

Art. 288. 

La carta di identità costituisce mezzo di identificazione ai fini di polizia.
Chi la richiede è tenuto soltanto a dimostrare la propria identità personale.

(393)  Vedi, anche, l'art. 3 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773
 

Art. 289.

  La carta d'identità è rilasciata unicamente su esemplari, assoggettati al regime delle carte-valori, forniti dal Provveditorato generale dello Stato in conformità del modello annesso al presente regolamento, alle prefetture, o agli organi ai quali ne sono demandate le attribuzioni nel Trentino-Alto Adige e nella Valle d'Aosta, i quali provvedono alla distribuzione ai comuni (394).
I comuni corrispondono l'importo delle carte d'identità alle prefetture o agli organi ai quali ne sono demandate le attribuzioni nel Trentino-Alto Adige e nella Valle d'Aosta, che provvedono ai sensi dell'art. 2 del regio decreto-legge 22 dicembre 1927, n. 2609 (395).
Al termine di ogni bimestre agli organi predetti, che vigilano, anche mediante ispezioni, sul regolare andamento del servizio, i comuni inviano un prospetto riepilogativo sull'utilizzazione dei documenti, nonché un elenco, compilato per ordine numerico di tessera, delle persone alle quali il documento è stato rilasciato nel bimestre stesso (396).
Le eventuali modificazioni al modello sono apportate con decreto del Ministro dell'interno.
Essa contiene la fotografia, a mezzo busto, senza cappello, del titolare; il numero progressivo, il timbro a secco, la firma, la indicazione delle generalità e dei connotati e i contrassegni salienti.
Gli esemplari forniti devono essere conservati con particolare riservatezza sotto la responsabilità del podestà.
La carta d'identità deve essere rilasciata dopo rigorosi accertamenti sulla identità della persona richiedente, da eseguirsi, ove sia necessario, a mezzo degli organi di polizia.
Quando la carta è richiesta da stranieri, deve essere indicata la cittadinanza del richiedente.
È vietato di apporre sulla carta di identità indicazioni diverse o in aggiunta a quelle richieste a norma del presente articolo.
L'apposizione della impronta digitale è, in ogni caso, facoltativa (397).

(394)  Gli attuali primi tre commi così sostituiscono l'originario primo comma per effetto del D.P.R. 4 aprile 1973, n. 369 (Gazz. Uff. 10 luglio 1973, n. 174).
(395)  Gli attuali primi tre commi così sostituiscono l'originario primo comma per effetto del D.P.R. 4 aprile 1973, n. 369 (Gazz. Uff. 10 luglio 1973, n. 174).
(396)  Gli attuali primi tre commi così sostituiscono l'originario primo comma per effetto del D.P.R. 4 aprile 1973, n. 369 (Gazz. Uff. 10 luglio 1973, n. 174).
(397)  Il modello della carta d'identità è stato sostituito con il modello annesso al D.M. 2 settembre 1957. Successivamente detto modello prima è stato sostituito dal D.M. 31 ottobre 1968 (Gazz. Uff. 25 novembre 1968, n. 299), modificato dal D.M. 12 febbraio 1969 (Gazz. Uff. 28 febbraio 1969, n. 54), poi dal D.M. 27 gennaio 1994 (Gazz. Uff. 16 febbraio 1994, n. 38)ed infine dal D.M. 17 maggio 2007 (Gazz. Uff. 24 maggio 2007, n. 119). Con D.M. 13 aprile 1994 (Gazz. Uff. 26 aprile 1994, n. 95), modificato dal D.M. 19 dicembre 2001 (Gazz. Uff. 18 gennaio 2002, n. 15), sono stati approvati i nuovi modelli di carta di identità bilingue da utilizzare nelle provincie di Bolzano, Aosta e Trieste. Con D.M. 4 novembre 2009 è stato approvato il modello di carta d'identità bilingue italiano-ladino.

 

Art. 290.

  Insieme colla carta d'identità, l'ufficio comunale compila, sia all'atto del rilascio che a quello della rinnovazione, due cartellini conformi all'annesso modulo, che è riprodotto su cartoncino di color bianco.
Uno dei cartellini è conservato nella segreteria del Comune in apposito schedario, in ordine alfabetico sillabico, con gli eventuali riferimenti al registro di popolazione, e l'altro è trasmesso, entro ventiquattro ore dal rilascio o dal rinnovo, al Questore della provincia, che ne cura la conservazione, per ordine alfabetico sillabico, in apposito schedario, da tenersi sempre al corrente.
Per le persone pericolose o sospette per l'ordine nazionale, è compilato un terzo cartellino, che, pel tramite del Prefetto, è trasmesso al Ministero dell'interno.
Nel gennaio di ogni anno deve essere affisso nella casa comunale, in luogo visibile dal pubblico, un avviso per ricordare che le carte di identità hanno la validità di tre anni, a norma dell'art. 3 della legge di pubblica sicurezza e che pertanto coloro che posseggono carte di identità scadute non possono servirsene se non provvedono per la rinnovazione (398).

(398)  Per effetto delle modifiche apportate all'art. 3 del T.U.L.P.S. la validità della carta di identità è ora di 10 anni.
 

Art. 291. 

La carta d'identità è esente da tassa di bollo.
All'atto del rilascio o del rinnovo, i Comuni sono autorizzati ad esigere oltre che i diritti di segreteria, di cui all'allegato n. 5 del regolamento per l'esecuzione della legge comunale e provinciale, un diritto non superiore a lire una esentandone le persone iscritte nell'elenco dei poveri (399).
In caso di smarrimento, il duplicato della carta d'identità è soggetto al pagamento di doppio diritto.

(399)  L'art. 2, comma 15, L. 15 maggio 1997, n. 127, ha disposto che i comuni che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all'art. 45, D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, possono prevedere la soppressione del diritto fisso in questione.
 

Art. 292. 

Nei casi in cui la legge consente che l'identità personale possa essere dimostrata con titolo equipollente alla carta di identità, è considerato come tale ogni documento munito di fotografia e rilasciato da una amministrazione dello Stato, come ad esempio: i libretti ferroviari di cui sono muniti gli impiegati civili e militari dello Stato; le tessere di riconoscimento degli ufficiali in aspettativa per riduzione di quadri; le tessere che i comandi della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale rilasciano ai propri dipendenti (400); le patenti di cui sono muniti i conducenti di autovetture; le tessere di riconoscimento postali; i libretti di porto d'armi e i passaporti per l'estero.
L'identità dei componenti le famiglie degli impiegati civili e militari dello Stato può esser dimostrata con l'esibizione del libretto ferroviario.
È considerata titolo equipollente alla carta di identità anche la tessera comprovante l'iscrizione al partito nazionale fascista (401).

(400)  Documento non più esistente conseguentemente allo scioglimento della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, disposto dal R.D.L. 6 dicembre 1943, n. 16-B.
(401)  Comma da ritenersi abrogato conseguentemente alla soppressione del Partito nazionale fascista, disposta con R.D.L. 2 agosto 1943, n. 704; al riguardo vedi, anche, la nota posta all'art. 239.

 

Art. 293. 

Le tessere per l'uso dei biglietti di abbonamento ferroviario sono considerate titoli equipollenti alla carta di identità, quando contengano la dichiarazione esplicita che sono state rilasciate previo accertamento dell'identità personale dei titolari.
Si considerano equipollenti alla carte di identità le tessere di riconoscimento munite di fotografia e di timbro a secco da chiunque rilasciate, quando l'identità del titolare risulti convalidata da dichiarazione scritta da un organo dell'amministrazione dello Stato.

 

Art. 294.

  La carta d'identità od i titoli equipollenti devono essere esibiti ad ogni richiesta degli ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza.

 

§ 29 - Del rimpatrio obbligatorio (402).

Art. 295.

  Il rimpatrio obbligatorio, di cui all'articolo 157 della legge (403), è fatto, se il rimpatriando è privo di mezzi, a spese dello Stato.
L'autorità di pubblica sicurezza non può disporre il rimpatrio obbligatorio a spese dello Stato se non per motivi d'ordine, di sicurezza e di moralità.
Il foglio di via obbligatorio è fatto sul modello annesso al presente regolamento.

(402)  Vedi, ora, L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove disposizioni sulle misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la moralità pubblica.
(403)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, l'art. 157 del quale è stato, con sentenza 14 giugno 1956, n. 2, dichiarato costituzionalmente illegittimo nel comma primo, per quanto concerne il rimpatrio obbligatorio o per traduzioni di persone sospette, e nei commi secondo e terzo, per quanto è relativo al rimpatrio per traduzione, vedi al riguardo la nota posta al sopra indicato art. 157. Per le misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità, vedi, ora, L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

 

Art. 296. 

Quando sia da rimpatriare un liberato dal carcere, che debba essere sottoposto allo stato di libertà vigilata o ad altre misure di sicurezza o all'ammonizione, e vi sia ragione di ritenere che possa rendersi latitante, il Questore può ordinare il rimpatrio per traduzione.

 

Art. 297.

  L'autorità di pubblica sicurezza che intenda vietare, a chi sia rimpatriato con foglio di via obbligatorio o per traduzione, di tornare nel Comune dal quale venne allontanato senza preventiva autorizzazione dall'autorità stessa, redige apposito verbale in confronto del rimpatriando; ne fa annotazione sul foglio di via obbligatorio e ne informa l'autorità di pubblica sicurezza del luogo ove il rimpatriando è diretto.
L'autorizzazione per tornare nel Comune dal quale il rimpatriando fu allontanato deve essere richiesta per mezzo dell'autorità di pubblica sicurezza del luogo dove egli si trova.
Questa ne informa l'autorità cui la richiesta è diretta, e formula le eventuali proposte.

 

§ 30 - Del rimpatrio degli indigenti (404).

Art. 298. 

I mezzi di viaggio gratuito agli indigenti possono essere accordati, ove ricorrano motivi di pubblica sicurezza o in casi eccezionali di pubbliche o private sventure, esclusivamente nell'interno del regno e soltanto a scopo di effettivo rimpatrio o per avviamento al lavoro.
Fuori dei casi accennati nell'art. 295, e quando non trattisi di indigenti provenienti dall'estero con trasporto pagato dai regi consoli o da società di beneficienza o dimessi, dagli ospedali o da altri istituti di ricovero, l'autorità di pubblica sicurezza deve richiedere l'autorizzazione al Ministero dell'interno.
Il foglio di via per il viaggio gratuito è fatto sul modello annesso al presente regolamento.

(404)  Vedi, anche, art. 159 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
Per quanto concerne il rimpatrio degli indigenti vedi, inoltre, l'art. 14, n. 4, della legge consolare promulgata con R.D. 28 gennaio 1866, n. 2804, ed artt. 80-88, 137 e 141 del relativo regolamento di esecuzione approvato con R.D. 7 giugno 1866, n. 2996, art. 30, R.D.L. 13 novembre 1919, n. 2205, contenente il testo unico dei provvedimenti sull'emigrazione ed i testi legislativi in nota a tale articolo riportati, nonché l'art. 197, comma secondo, del Codice della navigazione approvato con R.D. 30 marzo 1942, n. 327.

 

§ 31 - Dei liberati dal carcere (405).

Art. 299.

  L'avviso di liberazione dei condannati, di cui all'art. 161 della legge (406), deve essere fatto sul modello stabilito con istruzioni del Ministero per l'interno, e contenere notizia della condotta tenuta in carcere dal liberando, l'indicazione del patronato pei liberati dal carcere al quale l'iscritto sia stato eventualmente segnalato, e ogni altra informazione utile ai fini di polizia.

(405)  Vedi, anche, l'art. 161 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
(406)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

 

Art. 300. 

L'autorità di pubblica sicurezza è tenuta a prestare ai liberati dal carcere assistenza morale e materiale, procedendo d'accordo con le società di patronato o con altre istituzioni di beneficenza.

 

§ 32 - Del Bollettino delle ricerche.

Art. 301.

  Un ufficio speciale istituito presso il Ministero dell'interno provvede alla diramazione delle ricerche a mezzo di apposito bollettino periodico, che è inviato agli uffici di pubblica sicurezza, ai comandi dei carabinieri reali ed a quegli altri uffici e comandi che possano interessarsi del relativo servizio.

 

++§ 33 - Della cartella biografica e del registro dei pregiudicati.

Art. 302.

  In ogni ufficio di pubblica sicurezza sono tenuti un registro nominativo ed i fascicoli riguardanti i singoli ammoniti, i confinati, i sottoposti a misure di sicurezza personali e gli altri pregiudicati che hanno domicilio nella circoscrizione, nelle forme stabilite con istruzioni del Ministero dell'interno.
Dei pregiudicati minori degli anni diciotto è tenuto un registro nominativo separato.
In ogni fascicolo individuale è tenuta una cartella biografica, in cui sono riassunti tutti i precedenti, le imputazioni e le condanne.

 

Art. 303. 

L'obbligo di trasmettere ogni quindici giorni il dispositivo delle sentenze, portanti condanne a pene restrittive della libertà divenute esecutive, al Questore del domicilio o dell'ultima dimora del condannato, a termine dell'art. 160 della legge (407), incombe anche ai cancellieri dei Tribunali militari, del Tribunale speciale per la difesa dello Stato (408), e di qualsiasi altro organo giurisdizionale ordinario o speciale.

(407)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
(408)  Il tribunale speciale per la difesa dello Stato è stato soppresso con R.D.L. 29 luglio 1943, n. 668.

 

Art. 304.

  Il dispositivo delle sentenze di condanna è dai cancellieri trascritto in foglio a parte per ciascun condannato.
Il Questore annota la sentenza nella cartella biografica, ne informa l'autorità locale di pubblica sicurezza e conserva l'estratto nel fascicolo individuale della persona cui si riferisce.

 

§ 34 - Della diffida (409).

Art. 305. 

La diffida, di cui all'ultimo capoverso dell'art. 164 della legge, è fatta dal Questore alla presenza del diffidato.
La persona da diffidare è invitata a presentarsi al Questore e, qualora non ottemperi all'invito nel termine assegnatole, è accompagnata dalla forza pubblica.
Il Questore o un ufficiale di pubblica sicurezza da lui delegato, contesta al prevenuto i motivi che hanno dato luogo al provvedimento di diffida; gli ingiunge di mutare tenore di vita, e lo avverte che, in caso diverso, sarà denunciato senz'altro, per l'ammonizione, a termini di legge.
Della seguita diffida si stende processo verbale (410).

(409)  Vedi anche, L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, e la nota posta all'art. 305 del presente regolamento.
(410)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, ha dichiarato, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, la illegittimità costituzionale, fra l'altro, dell'art. 164 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, cui il presente articolo si riferisce

 

§ 35 - Dell'ammonizione (411).

Art. 306.

  La denuncia per l'ammonizione è fatta dal Questore con rapporto scritto, motivato e corredato dai documenti su cui si fonda e, in ogni caso, dalla cartella biografica e dalle informazioni dell'arma dei Carabinieri reali (412).

(411)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce
(412)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce.

 

Art. 307. 

L'intimazione dell'atto di comparizione di cui all'art. 167 della legge è fatta a mezzo di un agente di pubblica sicurezza all'uopo incaricato, che consegna copia personalmente all'interessato o a persona che conviva, anche temporaneamente, con lui.
In caso di irreperibilità del denunciato, l'intimazione è fatta mediante affissione dell'atto di comparizione all'albo del comune di ultima residenza del denunciato e, ove tale comune sia diverso da quello dove ha sede la commissione, anche di quest'ultimo. L'affissione durerà fino al giorno precedente a quello fissato per la riunione della commissione.
La commissione, nel caso pronunci ordinanza di ammonizione del denunciato irreperibile, fissa, con l'ordinanza, il termine entro il quale egli dovrà presentarsi all'autorità di pubblica sicurezza per prendere cognizione delle prescrizioni impostegli.
La notifica dell'ordinanza di ammonizione è fatta nella forma suddetta: copia dell'ordinanza stessa deve essere tenuta affissa all'albo del comune o dei comuni, di cui al primo capoverso del presente articolo, fino al giorno precedente a quello fissato dalla commissione (413).

(413)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce;
 

Art. 308.

  La commissione per l'ammonizione pronuncia le sue decisioni con l'intervento di tutti i suoi membri.
In caso di assenza o di impedimento del presidente o di alcuno dei componenti, questi sono sostituiti da chi ne fa le veci.
Funziona da segretario un funzionario di pubblica sicurezza.
I verbali della commissione sono firmati dal presidente, dai componenti e dal segretario (414).

(414)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce;
 

Art. 309. 

L'ordinanza di ammonizione è comunicata al Questore, e da questi all'autorità locale di pubblica sicurezza e all'arma dei Carabinieri reali (415).

(415)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce;
 

Art. 310.

  In caso di comprovata necessità, l'autorità locale di pubblica sicurezza può concedere all'ammonito speciali autorizzazioni, per iscritto, in deroga agli obblighi derivanti dall'ordinanza di ammonizione, informandone l'arma dei Carabinieri reali.
Qualora l'ammonito intenda di allontanarsi dalla propria dimora, è tenuto a darne preventivo avviso all'autorità locale di pubblica sicurezza, indicandone i motivi, e ad attenderne l'autorizzazione scritta.
L'autorità di pubblica sicurezza può munire l'ammonito di foglio di via obbligatorio, e, in ogni caso, ne informa il Questore, l'arma dei Carabinieri reali e l'autorità di pubblica sicurezza del luogo ove l'ammonito è diretto (416).

(416)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce;
 

Art. 311. 

Il servizio militare non interrompe il biennio di validità dell'ordinanza di ammonizione.
Qualora, all'atto del congedamento, il biennio non sia ancora trascorso, l'ammonito ha l'obbligo di presentarsi subito all'autorità locale di pubblica sicurezza per essere nuovamente sottoposto ai vincoli dell'ammonizione.
Tale obbligo incombe anche all'ammonito che, trovandosi in servizio militare, ottenga una licenza ordinaria o straordinaria (417).

(417)  La Corte Costituzionale, con sentenza 19 giugno 1956, n. 11, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli dal 164 al 176 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, relativi appunto alla materia dell'ammonizione cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico si riferisce;
 

§ 36 - Dei provvedimenti relativi ai minori degli anni diciotto (418).

Art. 312. 

La denuncia del minore di anni diciotto che sia da considerare ozioso, vagabondo, diffamato, a termine dell'art. 177 della legge (419), è fatta dal Questore al presidente del Tribunale dei minorenni con motivato rapporto, corredato dai documenti su cui si fonda e, in ogni caso, dal certificato medico, dalla cartella biografica e dalle informazioni dell'arma dei Carabinieri reali.
Copia della denuncia e dell'eventuale ordinanza di ricovero sono comunicate ai comitati di patronato per la protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia.

(418)  Vedi anche gli artt. 177-179 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
(419)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

 

Art. 313.

  I minorenni colpiti da ordinanza di ricovero coattivo, prima di essere accompagnati agli istituti cui sono assegnati, sono sottoposti a visita medica di controllo.
I minorenni riconosciuti affetti da infermità fisiche e psichiche, sono segnalati ai comitati di patronato per la protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia, pei provvedimenti ai sensi del testo unico 24 dicembre 1934, numero 2316 (420), e del relativo regolamento.

(420)  Contenente norme sulla protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia.
 

Art. 314.

  I minorenni in attesa di essere accompagnati presso istituti di ricovero e quelli fermati per misura di pubblica sicurezza sono provvisoriamente ricoverati presso i centri di osservazione per minorenni ai sensi dell'art. 8 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404 (421), o dove questi mancano, presso istituti pii o religiosi disposti ad assumerne la custodia.
Ove non sia possibile provvedere nei sensi di cui al comma precedente, i minorenni sono custoditi nelle camere di sicurezza o nelle carceri in appositi locali distinti da quelli per gli adulti.
Di ogni singolo ricovero in istituti pii o religiosi deve essere data immediata telegrafica comunicazione all'opera nazionale per la protezione e l'assistenza della maternità e dell'infanzia, indicando la data, i motivi del provvedimento e la presumibile durata della degenza del ricoverando.

(421)  Contenente norme sull'istituzione e sul funzionamento del Tribunale per minorenni.
 

§ 37 - Dell'assegnazione al confino di polizia (422)

Art. 315.

  Le persone contemplate nell'art. 181 della legge (423) sono, dal Questore, denunciate al Prefetto per l'assegnazione al confino di polizia, con rapporto motivato, da cui deve risultare la pericolosità del prevenuto per la sicurezza pubblica o per l'ordine nazionale.
La proposta deve essere corredata dai documenti su cui si fonda, e, in ogni caso, dalla cartella biografica, dal rapporto informativo dell'arma dei Carabinieri reali e da un certificato medico attestante se il prevenuto si trovi in condizioni da poter sopportare il regime di confino.

(422)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(423)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

 

Art. 316.

  Non possono essere proposti per l'assegnazione al confino i minori degli anni 18 (424).

(424)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

Art. 317. 

Quando la Commissione non ordini l'immediato arresto della persona proposta per l'assegnazione al confino, provvede per la comparizione del denunziato col procedimento di cui agli artt. 167, 168 e 169 della legge.
Se il denunziato è in istato di arresto, la Commissione ordina che gli sia notificata una succinta esposizione dei fatti su cui la denunzia è fondata, con l'indicazione della data in cui, in un termine non minore di giorni tre né maggiore di giorni dieci da quello della notificazione, sarà tradotto dinanzi alla Commissione stessa per l'interrogatorio.
Della notificazione dev'essere redatto processo verbale in due copie, una delle quali con la relazione dell'eseguito adempimento da parte dell'agente incaricato, è allegata agli atti del procedimento (425).

(425)  Articolo così sostituito dall'art. 6, D.Lgs.Lgt. 10 dicembre 1944, n. 419. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
 

Art. 318.

  Quando, nel complesso dei fatti denunciati, la commissione non ravvisi gli estremi per l'assegnazione al confino e non ritenga di pronunciare ordinanza di non luogo, può applicare la misura dell'ammonizione o rinviare gli atti al Questore perché si faccia luogo alla diffida, a termine dell'art. 164 della legge (426).

(426)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

Art. 319. 

Emessa l'ordinanza di assegnazione al confino, la commissione dispone l'immediato arresto del confinato, a meno che non vi abbia già provveduto ai sensi dell'art. 182 della legge (427).
Copia dell'ordinanza è, in ogni caso, comunicata, entro ventiquattro ore, al confinato, con l'avvertenza della facoltà che gli compete, di ricorrere alla commissione di appello, nel termine di giorni dieci. Dal giorno dell'arresto decorre il periodo dell'assegnazione al confino (428).

(427)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(428)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

 

Art. 320. 

Si applicano per le notifiche dell'atto di comparizione e dell'ordinanza di assegnazione al confino le disposizioni di cui all'art. 307 del presente regolamento (429).

(429)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un
 

Art. 321. 

Le ordinanze della commissione sono dal Prefetto trasmesse al Ministero dell'interno, per la designazione del luogo di confino e per la traduzione del confinato, corredate dai seguenti documenti:
a) certificato di nascita;
b) situazione di famiglia;
c) cartella biografica;
d) dichiarazione del casellario giudiziario;
e) estratti delle sentenze definitive non risultanti dalla dichiarazione del casellario;
f) certificato medico attestante se il confinato si trovi in condizioni di poter sopportare il regime del confino;
g) verbale di notifica dell'ordinanza;
h) rapporti informativi della questura e dell'arma dei Carabinieri reali;
i) verbale di interrogatorio del confinato o foglio delle deduzioni scritte.
Nel trasmettere i documenti, il Prefetto formula proposte per la traduzione del confinato in un comune del Regno diverso dalla residenza abituale, oppure in una colonia di confino e dichiara se il confinato è in grado di mantenersi con mezzi propri (430).

(430)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

Art. 322. 

La commissione di appello contro le assegnazioni al confino pronuncia le sue decisioni con l'intervento di tutti i suoi membri.
In caso di assenza o di impedimento di alcuni dei componenti questi sono sostituiti da chi ne fa le veci.
I componenti della commissione di appello che non ne fanno parte di diritto per ragioni di ufficio, sono nominati e confermati annualmente dal Ministero per l'interno, che provvede a sostituirli in caso di assenza o di impedimento.
Funziona da segretario un funzionario della direzione generale della pubblica sicurezza.
I verbali della commissione sono firmati dal presidente, dai componenti e dal segretario.
Essi devono riportare il visto di esecutorietà del Ministro per l'interno (431).

(431)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
 

Art. 323.

  La commissione di appello ha facoltà di ridurre il periodo di assegnazione al confino e di ordinare che, in luogo del confino, siano inflitte l'ammonizione o la diffida (432).

(432)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

Art. 324.

  Le decisioni della commissione di appello sono comunicate al Prefetto, per l'esecuzione e per la notifica all'interessato (433).

(433)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.

Art. 325.

  L'autorità preposta alla sorveglianza degli assegnati al confino deve tenere un registro nominativo ed i fascicoli personali dei singoli confinati.
Nel registro sono annotati: il nome e cognome del confinato, la data del provvedimento di assegnazione, la durata del confino, il giorno dal quale ha inizio e quello in cui ha termine il periodo di assegnazione.
Ogni fascicolo individuale deve contenere la cartella biografica, nella quale devono essere annotate anche le condanne e le punizioni disciplinari riportate durante il confino (434).

(434)  Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
 

§ 38 - Del trattamento dei confinati e della disciplina del confino (435)

Art. 326.

  È in facoltà del direttore della colonia di consentire ai confinati di provvedersi, a proprie spese, di alloggi privati, in locali che siano sorvegliabili.
Quando non ostino circostanze speciali, i confinati possono farsi raggiungere da persone di loro famiglia, purché dimostrino al direttore della colonia di aver assicurato per esse l'alloggio ed i mezzi di sussistenza.
Venendo meno queste condizioni, od in caso di abuso o di cattiva condotta del confinato o delle persone di famiglia, queste possono essere allontanate dalla colonia (436).

(435)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate:
(436)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare supera
te:
 

Art. 327. 

I confinati di polizia privi di mezzi di sussistenza sono obbligati al lavoro. La mercede è devoluta per intero a loro beneficio.
Qualora non abbiano mezzi di sussistenza né siano in grado di procurarsi lavoro, sono ricoverati gratuitamente nei locali all'uopo predisposti e percepiscono, dal giorno dell'arrivo in colonia o nel comune di confino, un sussidio giornaliero, nella misura stabilita dal Ministro per l'interno (437).

(437)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 328.

  I cameroni pel ricovero dei confinati devono corrispondere ai requisiti voluti dall'igiene.
Di notte devono essere sufficientemente illuminati.
Il numero dei ricoverati deve essere proporzionato alla capacità dei cameroni, in modo da assicurare una cubatura non inferiore a metri cubi venti per ogni ricoverato.
Ciascun camerone deve essere dotato di una latrina inodore e di un orinatoio per ogni venti persone.
Le modalità per l'impianto delle latrine e degli orinatoi, in relazione alle condizioni locali, devono essere determinate dal medico provinciale o da altro sanitario incaricato dal Prefetto.
In ogni camerone deve essere assicurata una dotazione di acqua sufficiente per i bisogni ordinari dei ricoverati e per i servizi di pulizia. Ove manchi l'acqua corrente per uso potabile, deve essere assicurata una quantità di acqua igienicamente difesa da eventuali inquinamenti, secondo le prescrizioni del medico provinciale, o di altro sanitario incaricato dal Prefetto (438).

(438)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate
 

Art. 329.

  A ciascuno dei confinati ricoverati nei cameroni sono forniti:
a) una branda di ferro con materasso uso militare;
b) due lenzuola ed una federa, da cambiarsi il primo e il quindici di ogni mese;
c) due coperte di lana, tipo militare;
d) una seggiola ed un comodino di metallo, tipo ospedaliero;
e) un attaccapanni tipo militare;
f) una brocca, un catino ed un porta catino di metallo;
g) una bottiglia ed un bicchiere di vetro;
h) due asciugamani, da cambiarsi il primo ed il quindici di ogni mese.
Ai confinati bisognosi possono, inoltre, essere forniti, una volta all'anno, i capi di biancheria personale, un vestito, tipo civile, ed un paio di scarpe, tipo militare (439).

(439)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate
 

Art. 330. 

Ai confinati bisognosi deve essere assicurata l'assistenza sanitaria gratuita e la gratuita somministrazione dei medicinali, secondo le prescrizioni del medico della colonia (440).

(440)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 331.

  Ogni colonia deve essere dotata di una infermeria per le malattie comuni, di un piccolo ambiente per ambulatorio, visita medica e medicazione, nonché di un locale per l'isolamento degli infermi affetti da malattie infettive.
Ogni infermeria deve avere almeno un infermiere, che può essere scelto fra gli stessi confinati, ed una congrua scorta di materiale di pronto soccorso.
Il medico della colonia ha l'obbligo di visitare settimanalmente i locali adibiti a dormitorio per constatarne le condizioni igieniche e suggerire, in caso di deficienza, gli opportuni rimedi.
Almeno ogni trimestre la colonia deve essere ispezionata dal medico provinciale (441).

(441)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 332.

  Il direttore della colonia è tenuto a favorire la formazione di mense per i confinati, l'approvvigionamento dai centri di produzione o dai mercati, e ad adottare i provvedimenti che valgano ad assicurare, in relazione alle condizioni locali, un opportuno calmieramento (442).

(442)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate
 

Art. 333.

  Oltre a quanto è prescritto negli articoli 185 e 186 della legge (443), è vietato ai confinati, salva l'applicazione delle leggi penali:
a) di giuocare d'azzardo;
b) di dare danaro ad usura;
c) di vendere, barattare, pignorare effetti di vestiario od altro forniti dall'amministrazione;
d) di esercitare il commercio senza il consenso del direttore della colonia;
e) di schiamazzare o di fare quaisiasi rumore durante le ore di riposo;
f) di imbrattare od altrimenti guastare i muri, i mobili, il vestiario e gli altri oggetti forniti dall'amministrazione;
g) di discutere di politica o di fare propaganda politica in modo anche occulto;
h) di andare in barca, per diporto.
In caso di denuncia all'autorità giudiziaria per fatti di cui sopra rimane sospeso il procedimento disciplinare (444).

(443)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(444)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

 

Art. 334. 

L'orario di libera uscita per i confinati è stabilito come appresso:
dal 1° novembre al 28 febbraio, dalle ore 7 alle 19;
dal 1° marzo al 30 aprile e dal 1° settembre al 31 ottobre, dalle 7 alle 20;
dal 1° maggio al 31 agosto, dalle 6 alle 21. È in facoltà del direttore della colonia di concedere singoli permessi speciali per prolungare le ore di libera uscita (445).

(445)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate
 

Art. 335.

  Il confinato non può spedire o ricevere corrispondenza o pacchi di qualsiasi genere, se non per tramite della direzione della colonia, che può provvedere alla censura della corrispondenza o alla verifica del contenuto dei pacchi.
È vietato al confinato di tenere presso di sé somme di denaro, che, a giudizio insindacabile del direttore della colonia, siano superiori ai bisogni ordinari.
Le somme eccedenti tali bisogni sono depositate in una banca locale od all'ufficio postale e non possono essere ritirate senza il visto del direttore della colonia (446).

(446)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 336.

  Le infrazioni ai doveri inerenti alla disciplina del confino, non perseguibili ai sensi dell'art. 189 della legge (447), sono puniti con:
a) il richiamo;
b) il divieto di libera uscita;
c) la riduzione dell'assegno giornaliero (448).

(447)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423
(448)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 337.

  Il richiamo consiste in un rimprovero severo rivolto al confinato e nella diffida a non incorrere nuovamente in mancanze disciplinari, sotto comminatoria di più gravi provvedimenti.
Si infligge dal direttore della colonia per le semplici omissioni e per le mancanze di poco rilievo (449).

(449)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 338.

  Il divieto di libera uscita va da uno a trenta giorni: si infligge dal direttore della colonia per mancanze leggere, quando siano ripetute.
Per mancanza alla disciplina di qualche entità, al divieto di libera uscita si può aggiungere: la riduzione del sussidio giornaliero nella misura della metà; la sostituzione del tavolaccio alla branda; e la limitazione del vitto al pane e alla minestra, due volte al giorno, salvo eventuali prescrizioni mediche.
Al confinato in punizione è vietato di ricevere persone o di comunicare altrimenti con estranei.
La punizione di cui al presente articolo è inflitta da una commissione disciplinare, costituita dal direttore della colonia, che la presiede, dal medico della colonia e dal parroco. Al confinato in punizione è concesso di prendere aria, una volta al giorno, in località all'aperto (450).

(450)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 339.

  Il confinato risponde del danno recato, con dolo o colpa, al materiale di arredamento e di casermaggio.
Sono autorizzate trattenute sull'ammontare del sussidio, in misura non superiore al quinto, fino al completo risarcimento (451).

(451)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate
 

Art. 340.

  Le disposizioni degli artt. 336, 337 e 338 non si applicano alle persone assegnate al confino quali pericolose per la sicurezza pubblica, ai sensi dell'art. 181, nn. 1 e 2, della legge (452).
Le infrazioni alla disciplina, commesse da queste ultime, quando non siano perseguibili ai sensi dell'art. 189 della legge (453), sono represse dal direttore della colonia, a norma delle disposizioni del regolamento generale carcerario, concernenti la disciplina dei detenuti (454).

(452)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(453)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(454)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

 

§ 39 - Della liberazione condizionale e definitiva dei confinati (455)

Art. 341. 

La liberazione condizionale dei confinati, di cui è parola nell'art. 187 della legge (456), è ordinata dal Ministro per l'interno, su proposta del Prefetto della provincia nella quale dimora il confinato, sentito il Prefetto della provincia nella quale fu pronunciata l'ordinanza di assegnazione al confino (457).

(455)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate; amplius, vedi la nota posta all'intestazione del paragrafo 37.
(456)  Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le disposizioni legislative contenute nel presente paragrafo, sono da ritenere superate conseguentemente all'emanazione della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, contenente nuove misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la moralità pubblica. Conseguentemente all'emanazione della suddetta legge, la Corte Costituzionale, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, con sentenza 1° marzo 1957, si è pronunziata dichiarando: «cessata la materia del giudizio di legittimità costituzionale delle norme contenute negli articoli dal 180 al 189 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773», relativi appunto alla materia del confino di polizia, cui il presente paragrafo del regolamento per l'esecuzione del sopra indicato testo unico, si riferisce. Al confino di polizia è sostanzialmente sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della sopra indicata L. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(457)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

 

Art. 342. 

Il confinato liberato condizionalmente, prima del termine stabilito nell'ordinanza di assegnazione, è munito di foglio di via obbligatorio, per recarsi nel Comune ove intende fissare la sua dimora. Quivi, l'autorità di pubblica sicurezza lo diffida a tenere buona condotta, con avvertenza che, in caso diverso, sarà rinviato al confino sino al compimento del termine, non computato il tempo passato in libertà condizionale.
Della diffida si stende processo verbale (458).

(458)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 343.

  Trascorso il periodo del confino, l'autorità di pubblica sicurezza dispone il rimpatrio del liberato con foglio di via obbligatorio, previo avviso al Prefetto, che ne informa il Ministro per l'interno e il Prefetto della provincia nella quale il liberato va a stabilirsi (459).

(459)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate

Art. 344.

  Il ritardo da parte del funzionario preposto alla vigilanza dei confinati a liberare, a compiuto periodo, un confinato, è punito con pene disciplinari, salvo le sanzioni del codice penale (460).

(460)  Le disposizioni contenute nel presente paragrafo, riferendosi anche esse al confino di polizia, cui sostanzialmente è stata sostituita la misura dell'obbligo di soggiorno in un determinato Comune, di cui agli artt. 3 e seguenti della L. 27 dicembre 1956, n. 1423, sono da considerare superate; amplius, vedi la nota posta all'intestazione del paragrafo 37.
 

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